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Costa d’Avorio. Covid-19, i medici del Centro sanitario Walé si preparano all’emergenza.

02/06/2020 11:00 AM

Harambee

Costa d’Avorio. Covid-19, i medici del Centro sanitario Walé si preparano all’emergenza.

“Qui tutto è tranquillo al momento, nessun caso ancora accertato” racconta il Dott. Aye, responsabile del reparto allestito a Walé per fronteggiare il

“Qui tutto è tranquillo al momento, nessun caso ancora accertato” racconta il Dott. Aye, responsabile del reparto allestito a Walé per fronteggiare il nuovo Coronavirus. E’ stato dunque istituito un Comitato con la responsabilità di gestire la crisi, in contatto diretto con l’Unità Sanitaria del distretto di Yamoussoukro e il personale, che attualmente lavora alternandosi, è a conoscenza di tutte le procedure.

 

Il Centro medico Walé, a tre ore di distanza dalla Capitale della Costa d’Avorio, è sorto nel 2004 con l’obiettivo di garantire assistenza sanitaria a chi non è in grado di farsi carico dei costi. A Walé si eseguono settecento consulte al giorno; prestazioni di qualità, ad un prezzo abbordabile. Le patologie più diffuse sono legate alla malaria, all’HIV e alla malnutrizione. “Per noi è emergenza tutti i giorni, ma questa volta è diverso; si sta diffondendo uno stato di panico tra la gente”.

 

Il Governo ha avviato alcune misure di contenimento, ad oggi (31.03.2020) ci sono 165 casi accertati sul territorio nazionale ma “Dato il nostro sistema sanitario e la resistenza di molte persone ad andare in ospedale, il numero di persone infette può essere molto più alto”.

 

E poi mantenere le distanze non è così facile “Come si assicura la distanza sui mezzi pubblici? Le persone devono uscire tutti i giorni per poter mangiare; questo virus spaventa”. La Costa d’Avorio è una delle migliori scommesse in Africa, con un tasso di crescita elevato e un’attenzione alla diversificazione dell’economia, ma ancora oggi un terzo della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno.

 

Non è la malattia in sé a intimorire, ma la debolezza delle infrastrutture: “Se l’epidemia scoppiasse, il nostro sistema sanitario sarebbe subito sopraffatto. Qualcuno mi ha detto che ad Abidjan ci sono solo venti letti per la terapia intensiva (per una popolazione tra i 5 e i 6 milioni di abitanti) e al momento sono già occupati”.

 

E questo vale per la Capitale, dove esiste un solo Centro -L’Istituto Pasteur- per l’analisi e la diagnosi del virus; nelle zone rurali interne la situazione è ancora più catastrofica dal punto di vista delle infrastrutture e delle condizioni di salute della gente, con la malnutrizione che affligge oltre il 75% dei bambini,  nonostante il Paese sia tra i maggiori esportatori al mondo di risorse agricole.

 

In Costa d’Avorio, l’assistenza pubblica ospedaliera non è generalmente abbordabile per la maggioranza della popolazione, soprattutto è difficile riuscire a permettersi il costo dei medicinali. “Da noi il paziente è al centro, nella sua totalità; offriamo cure e medicinali ad un costo di due dollari al giorno e così le persone sono incoraggiate a venire e a farsi curare” ma gli ingressi non sono sufficienti per affrontare questa nuova crisi “Al momento abbiamo dirottato parte dei contributi ricevuti verso l’acquisto degli strumenti e delle attrezzature necessarie”. Lo staff è pronto e sa che non si può che affrontare un giorno alla volta.

Il Centro Medico Walé è partner di Harambee per la realizzazione di progetti in campo sanitario. Offri anche tu un piccolo contributo! Clicca qui.

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